... interdetta.
Non so come mai ma sono qui, inconcludente senza sapere come agire, senza dare prorità e senza prospettive.
Non riesco a pensare in modo costruttivo.
E' come quando succede qualcosa di grave, un incidente ad esempio, e ci si blocca per non fare cose peggiori. Come se ogni tipo di reazione potesse essere inficiante per quello che può venire dopo.
Come avere le vertigini.... e ci si accuccia per non sapere più che fare, per non cadere.
Indecisa?
Ma non mi appartiene l'indecisione, mi appartiene però il.... vuoto. Il senso di disagio che il "nulla" può dare. L'anticamera, per me, del panico.
Ora credo, sinceramente, che il panico possa essere ben lontano, ma so che la strada è questa.
Come uscirne?
Lo so io come sarebbe possibile uscirne, solo che non è fattibile per cui.... ogni giorno si spera che accada qualcosa per la strada della soluzione, ma la sfiducia è in underground....
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lunedì 12 novembre 2012
martedì 7 febbraio 2012
Momenti di panico...
... ma non frequenti.
Vivo tranquillamente le mie giornate in mezzo ai miei fili e gomitoli e bottoni e ritagli di carta ecc. ecc...ma ogni tanto mi guardo intorno e sento che il senso mi sfugge. Se poi analizzo, o tento di farlo, succede che vado nel panico veramente. Chi può mettere ordine in questo caos? Ce la farò?
Mi riprometto spesso di fare una cosa piuttosto che un'altra e tutto sembra semplice, ma nel frattempo le cose si accavallano, si affastellano, si fondono, si amalgamano e l'angoscia mi prende la mano.
Cerco di dimenticare, di rimandare perchè non so come fare.
Poi spero, immagino che qualcuno mi possa dare una mano. Una presenza, una persona che mi venga a trovare e che mi dica che fa un pezzetto del lavoro,che si dedicherà ad una tavola dello scaffale da organizzare od a un ripiano dell'armadio. Utopie, comeal solito. Ma io senza lo stimolo di qualche cosa di esterno non riesco a darmi una spinta considerevole e duratura per poter fare e proseguire.
Per fare.... faccio, ma è il proseguire che è un problema.
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