...ci si dovrebbe chiedere se vale la pena rivolgersi agli altri o no...
Faccio fatica a capire se DEVO farmi aiutare oppure...?
Passo la maggior parte del mio tempo a pianificare mentalmente come organizzarmi, come rivolgermi a qualcuno, come far conoscere certe situazioni (non solo la mia) e poi mi guardo dentro... e non ho il coraggio di chiedere. Di chiedere aiuto e soprattutto di fidarmi delle persone a cui vorrei/potrei/dovrei chiedere aiuto.
La rivalsa, il ricatto la vergogna sono, in ordine il freno inibitorio.
Poi mi ritrovo a fare i conti con me stessa, con l'impotenza e con la fisicità dell'impotenza.
Quando fisicamnete soche non posso farcela più, quando saoche sto per essere travolta dalla corrente, il buon senso suggerirebbe di superare le remore...
Ma è difficile comunicare. Non tanto dire... o esprimere, ma far capire, cioè entrare nella dimensione altrui e far capire quale sia la portata di ciò che si sta dicendo..
A volte ho serie difficoltà a reagire ( o NON reagire), quando non ho più niente e, ad esempio, mi viene suggerita una ricetta in cui "non serve niente: solo a ...", ..... e tu non hai neppure quel solo ed anzi sarebbe un problema - non piccolo - averlo...
Come fare?
mercoledì 20 novembre 2013
lunedì 18 novembre 2013
Sembra...
Sembra ... un momento di sosta della depressione nella mia vita. Non mi illudo però e mi felicito con me stessa per questa conquista, temporanea o meno, che deve essere messa nella "saccoccia".
Nel senso che.... non sono disperata, nonostante tutto, nonostante tutto quello che non va!
E per le cose che non vanno abbiamo il listino aperto a fisarmonica, le opzioni di scelta sono enne al cubo!
Il vero è che la vita è sempre la somma delle esperienze precedenti per cui adesso raccolgo il seminato volontario o meno....
Certo ci sarebbe da chiedersi cosa ci fosse in quei sacchetti di semi che mi ritrovavo nei momenti di ottenebrate facoltà addette alla felicità!
Praticamente mi ritrovo al peggio di sempre... mi viene in mente una vecchia barzelletta che non so raccontare... ho sempre avuto un pessimo modo di ri-raccontare le barzellette: un pò le dimentico, un pò mi distraggo mentre le racconto perchè rincorro un'idea che ovviamente mi transita in testa proprio in quel
momento lì, magari rido prima della fine e poi... non ci so proprio fare!
"Un qualcuno aveva preso una medicina antidepressiva e stava affogando nella "cacca" nella sua vasca, però era contento lo stesso perchè aveva preso talmente tanti antidepressivi da non ricordare più perchè stava male e non gli importava nulla di affogar nella m...a !"
Quindi non ricordo la barzelletta ma il senso sì!
Lo so, va tutto male, ma la mia depressione no: E' un successo no?
Buon tutto!
Nel senso che.... non sono disperata, nonostante tutto, nonostante tutto quello che non va!
E per le cose che non vanno abbiamo il listino aperto a fisarmonica, le opzioni di scelta sono enne al cubo!
Il vero è che la vita è sempre la somma delle esperienze precedenti per cui adesso raccolgo il seminato volontario o meno....
Certo ci sarebbe da chiedersi cosa ci fosse in quei sacchetti di semi che mi ritrovavo nei momenti di ottenebrate facoltà addette alla felicità!Praticamente mi ritrovo al peggio di sempre... mi viene in mente una vecchia barzelletta che non so raccontare... ho sempre avuto un pessimo modo di ri-raccontare le barzellette: un pò le dimentico, un pò mi distraggo mentre le racconto perchè rincorro un'idea che ovviamente mi transita in testa proprio in quel
momento lì, magari rido prima della fine e poi... non ci so proprio fare!
"Un qualcuno aveva preso una medicina antidepressiva e stava affogando nella "cacca" nella sua vasca, però era contento lo stesso perchè aveva preso talmente tanti antidepressivi da non ricordare più perchè stava male e non gli importava nulla di affogar nella m...a !"
Quindi non ricordo la barzelletta ma il senso sì!
Lo so, va tutto male, ma la mia depressione no: E' un successo no?
venerdì 8 novembre 2013
Talvolta con il cuore
Raramente con l’anima
Ancora meno con la forza
Pochi amano davvero.
Emily Dickinson
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lunedì 28 ottobre 2013
La porta è socchiusa

La porta è socchiusa,
dolce respiro dei tigli...
Sul tavolo, dimenticati,
un frustino ed un guanto.
Giallo cerchio del lume...
tendo l'orecchio ai fruscii.
Perché sei andato via?
Non comprendo...
Luminoso e lieto
domani sarà il mattino.
Questa vita è stupenda,
sii dunque saggio cuore.
Tu sei prostrato, batti
più sordo, più a rilento...
Sai, ho letto
che le anime sono immortali.
Anna Achmatova
E' difficile...
Dire, non dire.
Esprimersi. Aprire la porta dell'anima, del cervello, del cuore.
E' difficile trovare chi ascolta interessato.
Ed ancora più terribile accorgersi che chi ascolta, a volte, poi utilizzerà ciò che dici come un'arma ricattatoria.
Almeno così capita a me. Ed adesso, forse, non capita più per il semplice motivo che non esprimo più o, se lo faccio, limito le mie espressioni in compartimenti stagni. Un pò qui, un pò là. A nessuno la totalità della verità.
A volte, persone educate, ti fanno finire le tue confidenze per aspettare solo il proprio turno di fantasia.
E così non mi sento presa sul serio.
A volte mi sento tutta scema, come se fossi davanti a qualche genio. In altre occasioni capita che sono io il genio, ma incompreso. Tutto questo solo per dire che le posizioni di arroccamento sono il risultato di questa grossolana analisi. Non c'è modo di uscirne fuori.
Per ora.
Forse...
Chissà!
Esprimersi. Aprire la porta dell'anima, del cervello, del cuore.
E' difficile trovare chi ascolta interessato.
Ed ancora più terribile accorgersi che chi ascolta, a volte, poi utilizzerà ciò che dici come un'arma ricattatoria.Almeno così capita a me. Ed adesso, forse, non capita più per il semplice motivo che non esprimo più o, se lo faccio, limito le mie espressioni in compartimenti stagni. Un pò qui, un pò là. A nessuno la totalità della verità.
A volte, persone educate, ti fanno finire le tue confidenze per aspettare solo il proprio turno di fantasia.
E così non mi sento presa sul serio.
A volte mi sento tutta scema, come se fossi davanti a qualche genio. In altre occasioni capita che sono io il genio, ma incompreso. Tutto questo solo per dire che le posizioni di arroccamento sono il risultato di questa grossolana analisi. Non c'è modo di uscirne fuori.
Per ora.
Forse...
Chissà!
sabato 26 ottobre 2013
Cenerentola non è qui...
E' una vita, solo forse pochi mesi, e a me sembrano di più,che non sicrivo sul mio blog. Di notevole non è accaduto niente, di logorante un pò di tutto.
Amici, con le virgolette, (che non ho messo perchè è faticoso anche questo con persone così) che si allontanano perchè si sentono non abbastanza ammirati, esortati o acclamati.
Uff! Ho passato una vita a motivare gli altri, a mettere in azione la mia empatia solo per capire e cercare di essere vicina a prescindere e poi nel momento in cui io non dico ma, chi è sano di mente sa che è ovvio quale sia la mia situazione, si mette anche a fare il difficile sulla mia disponibilità!
Troppo comodo avere a che fare con qualcuno che dice benvenuto, come stai, come sei bravo! Ma appena arriva un pò di silenzio le sicurezze vacillano e piuttosto che farsi domande si censura, si banna, si cassa, si allontana.
PFUI!!!
Bravi! Avete capito tutto!
Ma voi invitereste Cenerentola sapendola scalza, sporca e polverosa al palazzo per il ballo?
Non saresti un amico se lo facessi e, a parte le favole, in cui le scarpette, le zucche e le carrozze diventano quello che non sono mai state, la realtà si presenta alla vita con programmi, priorità e organizzazioni diverse.
Peccato che non sempre ci si mette nelle condizioni della persona con cui ci si confronta... peccato!
Chissà perchè adesso mi viene in mente Pretty Woman, quando LEI, dice alla commessa: Peccato! :-)
Amici, con le virgolette, (che non ho messo perchè è faticoso anche questo con persone così) che si allontanano perchè si sentono non abbastanza ammirati, esortati o acclamati.
Uff! Ho passato una vita a motivare gli altri, a mettere in azione la mia empatia solo per capire e cercare di essere vicina a prescindere e poi nel momento in cui io non dico ma, chi è sano di mente sa che è ovvio quale sia la mia situazione, si mette anche a fare il difficile sulla mia disponibilità!
Troppo comodo avere a che fare con qualcuno che dice benvenuto, come stai, come sei bravo! Ma appena arriva un pò di silenzio le sicurezze vacillano e piuttosto che farsi domande si censura, si banna, si cassa, si allontana.
PFUI!!!
Bravi! Avete capito tutto!
Ma voi invitereste Cenerentola sapendola scalza, sporca e polverosa al palazzo per il ballo?
Non saresti un amico se lo facessi e, a parte le favole, in cui le scarpette, le zucche e le carrozze diventano quello che non sono mai state, la realtà si presenta alla vita con programmi, priorità e organizzazioni diverse.Peccato che non sempre ci si mette nelle condizioni della persona con cui ci si confronta... peccato!
Chissà perchè adesso mi viene in mente Pretty Woman, quando LEI, dice alla commessa: Peccato! :-)
sabato 3 agosto 2013
Si dice che....
Ciascuno deve organizzare il caos che ha dentro di sé
F. Nietzsche
Per me è dura, molto dura!
Comunque come direbbe un antico pisano .... "Eppur si muove"!!!
sabato 13 luglio 2013
Della mia vita....
Eliminerei quasi tutti gli interrogativi
e i due punti li userei soltanto per chiarire le cose
davvero importanti.
Chiuderei prima alcune parentesi,
mentre altre non le aprirei affatto.
Serena Santorelli
domenica 30 giugno 2013
Mi piaci quando taci
Mi piaci
quando taciMi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.
Poiché tutte le cose son piene della mia anima
emergi dalle cose, piene dell'anima mia.
Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
e rassomigli alla parola malinconia.
Mi piaci quando taci e sei come distante.
E stai come lamentandoti, farfalla turbante.
E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
lascia che io taccia col tuo silenzio.
Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e costellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.
Mi piaci quando taci perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Allora una parola, un sorriso bastano.
E son felice, felice che non sia così.
Pablo Neruda
sabato 22 giugno 2013
Tenerezza...
Abbiamo fame di tenerezza,
in un mondo dove tutto abbonda
siamo poveri di questo sentimento
che è come una carezza
per il nostro cuore
abbiamo bisogno di questi piccoli gesti
che ci fanno stare bene
la tenerezza
è un amore disinteressato e generoso,
che non chiede nient’altro
che essere compreso e apprezzato.
Alda Merini
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venerdì 21 giugno 2013
MILLE - Se potessi avere...
... mille lire al mese....
adesso si potrebbe dire, magari, 1000 euro al mese? No, credo che non ci siano paragoni. Al tempo (1939) le mille lire erano molto di più, potevano ritenersi una cifra per permettersi dei lussi.
Adesso le mille euro sarebbe una sopravvivenza, dignitosa, ma sopravvivenza.
Io sono senza stipendio da un pò e le mille euro sono veramente un sogno.
Tento "mille" cose ma non rendo neppure un centesimo l'una, anzi non riesco a creare nulla.
Qualsiasi progetto al momento di entrare in pista ha un costo e nessuna garanzia di rientro...
Amici?
Ci sarebbero, ma il passaparola per il lavoro non funziona più. L'aiuto, dopo qualche sporadica iniziativa, subisce una debacle ciclopica.
Nessuno aiuta più nessuno.
Tutti sono disposti a prendere, pochi, quando nessuno, a dare.
Nella mia natura c'è sempre stata la generosità e anche non poter dare nulla è una sofferenza.
E nell'aver bisogno una specie di contraddizione, una specie di contronatura: voler dare ed invece aver bisogno di ricevere....
E' così anche negli affetti.
Quando non si è più in grado di dare, per buio dei sentimenti, per crisi di uno stato, per sofferenza o delusione, ci sarebbe necessità di ricevere un abbraccio seppur virtuale ed invece un circolo vizioso di negatività si instaura e nessuno dà e nessuno prende.
adesso si potrebbe dire, magari, 1000 euro al mese? No, credo che non ci siano paragoni. Al tempo (1939) le mille lire erano molto di più, potevano ritenersi una cifra per permettersi dei lussi.
Adesso le mille euro sarebbe una sopravvivenza, dignitosa, ma sopravvivenza.
Io sono senza stipendio da un pò e le mille euro sono veramente un sogno.
Tento "mille" cose ma non rendo neppure un centesimo l'una, anzi non riesco a creare nulla.
Qualsiasi progetto al momento di entrare in pista ha un costo e nessuna garanzia di rientro...
Amici?
Ci sarebbero, ma il passaparola per il lavoro non funziona più. L'aiuto, dopo qualche sporadica iniziativa, subisce una debacle ciclopica.
Nessuno aiuta più nessuno.
Tutti sono disposti a prendere, pochi, quando nessuno, a dare.
Nella mia natura c'è sempre stata la generosità e anche non poter dare nulla è una sofferenza.
E nell'aver bisogno una specie di contraddizione, una specie di contronatura: voler dare ed invece aver bisogno di ricevere....
E' così anche negli affetti.
giovedì 20 giugno 2013
I demoni e i suoi compari....
A volte
A volte, un certo senso di vuoto... esitenziale..., si fa largo in questa vita un pò ripetitiva e priva di spunti di novità, speranze, idee da proiettare.
Le idee ci sono ma sono irrealizzabili e, come sempre, utopiche.
Ma nonostante ciò mi sento bene.
Relativamente.
Nel senso che probabilmente qualcun altro, al mio posto, sarebbe esasperato e nervoso io, invece, sono avvezza alla situazione e seppur non riesca a dominarla non mi faccio neppure predominare se non, appunto, viverla come se non ci fosse.
Non subisco ma la subisco a prescindere...
Solito menage solitario fra me e me.
Ma collaudato e che funziona.
Le idee ci sono ma sono irrealizzabili e, come sempre, utopiche.
Ma nonostante ciò mi sento bene.
Relativamente.
Nel senso che probabilmente qualcun altro, al mio posto, sarebbe esasperato e nervoso io, invece, sono avvezza alla situazione e seppur non riesca a dominarla non mi faccio neppure predominare se non, appunto, viverla come se non ci fosse.
Non subisco ma la subisco a prescindere...
Solito menage solitario fra me e me.
Ma collaudato e che funziona.
mercoledì 19 giugno 2013
L'indifferenza
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venerdì 17 maggio 2013
E...
... siamo al venerdì e mi sembra di non aver combinato nulla.Solo dei flash, o dei raid, qua e là, proprio per non abbandonare ogni progetto ed ogni idea, ma senza l'entusiasmo che la certezza, o la speranza, in genere danno.
Sperare è un pò come avere una fede, è come credere. E se non si crede allora tutto diventa un pò disfattistico (neologismo?) e le cose non vanno avanti. Così io spero (credo) un pò sì e un pò no.
Corrente alternata anche nella positività, dunque.
lunedì 13 maggio 2013
domenica 12 maggio 2013
Oggi...
... sono un pò inquieta.
Inquieta in senso positivo... ma come si dice?
Non so. Per me dire inquieta ha un'accezione negativa e quindi mi dispiace un pò scriverlo così.
Avrei voglia di "agire" ma il senso di disorientamento prevale. Agire su cosa, verso dove, con chi?
Mi basterebbe avere degli impegni, degli obiettivi (realizzabili), degli incontri programmati, cose a cui non ci si sottrae a prescindere.
Come abitudini.
Ed invece sono qui che mi logoro e cerco di incanalare qualche energia evitando con attenzione di non deragliare, di non crearmi ulteriore caos per il quale sono specializzata.
A volte mi sorprendo per momenti o angoli di ordine che riesco a creare.... il che è tutto dire!
Inquieta in senso positivo... ma come si dice?
Non so. Per me dire inquieta ha un'accezione negativa e quindi mi dispiace un pò scriverlo così.
Avrei voglia di "agire" ma il senso di disorientamento prevale. Agire su cosa, verso dove, con chi?
Mi basterebbe avere degli impegni, degli obiettivi (realizzabili), degli incontri programmati, cose a cui non ci si sottrae a prescindere.
Come abitudini.
Ed invece sono qui che mi logoro e cerco di incanalare qualche energia evitando con attenzione di non deragliare, di non crearmi ulteriore caos per il quale sono specializzata.
A volte mi sorprendo per momenti o angoli di ordine che riesco a creare.... il che è tutto dire!
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venerdì 10 maggio 2013
Giorno in grigio
La giornata è finita ... e meno male.
Adesso devo solo aver la pazienza di arrivare a domani e sperare di alzarmi con il piede giusto.
Oggi è stato un giorno grigio in tutti i sensi. La fiammella della mia caldaia personale era spenta.
Il mio cuore, se batteva, non me ne sono accorta.
La mia testa se funzionava non me lo ha raccontato.
Basta. Domani sarà sicuramente meglio.
Adesso devo solo aver la pazienza di arrivare a domani e sperare di alzarmi con il piede giusto.
Oggi è stato un giorno grigio in tutti i sensi. La fiammella della mia caldaia personale era spenta.
Il mio cuore, se batteva, non me ne sono accorta.
La mia testa se funzionava non me lo ha raccontato.
Basta. Domani sarà sicuramente meglio.
martedì 7 maggio 2013
Come dire?
Come dire quando ci si sente di m.....?
Non va niente bene. Nulla in particolare e tutto.
Calma piatta e assenza di comunicazioni.
Io mi ingengo anche di stabilire contatti con amicizie più o meno lontane ma, immancabilmente, non ho ritorni. nè simpatici nè di altro tipo. Non so cosa pensare. E' vero che mi muovo come un bradipo, ma la mancanza di reazione generale mi manda fuori di grazia.
Mi sento inutile e in cul de sac.
Ieri ho aperto il mio negozio virtuale anche su Etsy, ma credo che cambierà poco.
Ogni giorno faccio un passo e attendo segnali di fumo dall'universo...
Non va niente bene. Nulla in particolare e tutto.
Calma piatta e assenza di comunicazioni.
Io mi ingengo anche di stabilire contatti con amicizie più o meno lontane ma, immancabilmente, non ho ritorni. nè simpatici nè di altro tipo. Non so cosa pensare. E' vero che mi muovo come un bradipo, ma la mancanza di reazione generale mi manda fuori di grazia.Mi sento inutile e in cul de sac.
Ieri ho aperto il mio negozio virtuale anche su Etsy, ma credo che cambierà poco.
Ogni giorno faccio un passo e attendo segnali di fumo dall'universo...
domenica 5 maggio 2013
Vergogna
Non sapevo che anche la vergogna fosse un "sintomo" di una patologia psicologica...
Magari non è proprio così, ma il disagio sociale che deriva da sentirsi inadeguati e il vergognarsi di ciò, lo è.
Forse è questo quello che io ho. Cioè la depressione mi ha relegato in un angolo da dove non so più uscire per... la vergogna.
Non so come spiegarmi meglio, ma ci penserò su e poi cercherò di essere più chiara. Io credo che volendo un pò, questo concetto, è comprensibile.
La depressione come leva per fare di me il peggio possibile, un pò è passata. Io non desidero morire anzi desidererei vedere, fare cose che non so come raggiungere. Il mio stato, cioè la condizione in cui mi sono chiusa (l'angolo) è ciò di cui mi vergogno. Per cui depressione + vergogna = situazione attuale, come uscirne?
Magari non è proprio così, ma il disagio sociale che deriva da sentirsi inadeguati e il vergognarsi di ciò, lo è.
Forse è questo quello che io ho. Cioè la depressione mi ha relegato in un angolo da dove non so più uscire per... la vergogna.
Non so come spiegarmi meglio, ma ci penserò su e poi cercherò di essere più chiara. Io credo che volendo un pò, questo concetto, è comprensibile.
La depressione come leva per fare di me il peggio possibile, un pò è passata. Io non desidero morire anzi desidererei vedere, fare cose che non so come raggiungere. Il mio stato, cioè la condizione in cui mi sono chiusa (l'angolo) è ciò di cui mi vergogno. Per cui depressione + vergogna = situazione attuale, come uscirne?
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mercoledì 1 maggio 2013
Incongruenze... ma non troppo.
Oggi 1° maggio la città è vuota. A me piace un sacco, non so perchè.
Un tempo ho abitato in un paese disabitato, scusate il bisticcio di parole, si chiama Villa Saletta ed è tutt'ora un posto disabitato anche se è in mano a degli inglesi che non ho capito bene che destino abbiano deciso per gli immobili. Residence? boh.... il tempo, forse, ce lo dirà. Dico forse perchè è un bel pò di anni che la cosa perdura. Viene utilizzato forse come location per avvenimenti speciali...
Avete presente uno dei set del film Napoleone? Quelle stanze, per gli interni, era proprio in Villa Saletta, e poi anhce un altro film dei fratelli taviani, Good Bye Babilonia
http://it.paperblog.com/villa-saletta-639331/
Quando abitavo lì lavoravo sempre in giro per l'Italia, andavo e venivo in auto e quando arrivavo al venerdì non vedevo l'ora di buttare le chiavi dell'auto e dimenticarmene...
Ora sono in mezzo alla città ma, per il mondo interiore, non è cambiato molto. Là fuori per me è lontano tanto quanto lo fosse stato allora.
Quindi deserto o non deserto poco cambia: dipende da come ci si sente dentro.
Ma godere dei piccoli particolari che il mondo offre, se vuoi gli spazi e i silenzi per me sono ancora valori speciali.
Un tempo scendevo giù nel borgo e guardavo le stelle.... mi piacerebbe poterlo fare ancora in questa strada cittadina!
http://viaggiare.dimoredepoca.it/index.php/hotel/palaia-e-le-colline-pisane-un-viaggio-nel-set-cinematografico-della-toscana/
Un tempo ho abitato in un paese disabitato, scusate il bisticcio di parole, si chiama Villa Saletta ed è tutt'ora un posto disabitato anche se è in mano a degli inglesi che non ho capito bene che destino abbiano deciso per gli immobili. Residence? boh.... il tempo, forse, ce lo dirà. Dico forse perchè è un bel pò di anni che la cosa perdura. Viene utilizzato forse come location per avvenimenti speciali...
Avete presente uno dei set del film Napoleone? Quelle stanze, per gli interni, era proprio in Villa Saletta, e poi anhce un altro film dei fratelli taviani, Good Bye Babilonia
http://it.paperblog.com/villa-saletta-639331/
Quando abitavo lì lavoravo sempre in giro per l'Italia, andavo e venivo in auto e quando arrivavo al venerdì non vedevo l'ora di buttare le chiavi dell'auto e dimenticarmene...
Ora sono in mezzo alla città ma, per il mondo interiore, non è cambiato molto. Là fuori per me è lontano tanto quanto lo fosse stato allora.
Quindi deserto o non deserto poco cambia: dipende da come ci si sente dentro.
Ma godere dei piccoli particolari che il mondo offre, se vuoi gli spazi e i silenzi per me sono ancora valori speciali.
Un tempo scendevo giù nel borgo e guardavo le stelle.... mi piacerebbe poterlo fare ancora in questa strada cittadina!
http://viaggiare.dimoredepoca.it/index.php/hotel/palaia-e-le-colline-pisane-un-viaggio-nel-set-cinematografico-della-toscana/
lunedì 29 aprile 2013
Ragionamenti sull'odio...
Non so odiare, ma non so dimenticare e questo forse è peggio.
Nella mia vita ci sono stati episodi e persone che mi hanno fatto molto male. E purtroppo credo di non averli superati nonostante tutto l'impegno, l'aiuto di psicoterapia, l'aiuto del tempo e della mia volontà.
Ma ho spesso flash e buchi emozionali che evidenziano questo mio sentimento di contrasto verso atteggiamenti e persone.
Ci sono persone con cui non so convivere neppure per buona creanza, neppure per l'apparenza. E per questo ho pagato moltissimo in termini sociali, perchè la gente dimentica e spesso da vittima si può diventare aguzzino. Là dove io avrei dovuto essere considerata la persona "migliore" in termini umani, la mia chiusura ha ottenuto l'effetto contrario.
Non essere la persona che porge l'altra guancia o che fa finta che ciò non sia accaduto, ha fatto di me un'intransigente (quale sono, ovviamente, anche se non con la piena volontà) poco gradita.
Della serie mi spezzo ma non mi piego, ed è cosa poco gradita, in genere.
Ma nonostante questo mio carattere poco flessibile, nonostante questo - appunto - non so odiare.
L'odio chiede un impegno, un viscerale sentimento che io non possiedo.
Mio padre disse di me che sono una cinica.... quando ovviamente i miei sentimenti non erano captabili. Sembro una indifferente....
perchè?
Nella mia vita ci sono stati episodi e persone che mi hanno fatto molto male. E purtroppo credo di non averli superati nonostante tutto l'impegno, l'aiuto di psicoterapia, l'aiuto del tempo e della mia volontà.
Ma ho spesso flash e buchi emozionali che evidenziano questo mio sentimento di contrasto verso atteggiamenti e persone.
Ci sono persone con cui non so convivere neppure per buona creanza, neppure per l'apparenza. E per questo ho pagato moltissimo in termini sociali, perchè la gente dimentica e spesso da vittima si può diventare aguzzino. Là dove io avrei dovuto essere considerata la persona "migliore" in termini umani, la mia chiusura ha ottenuto l'effetto contrario.
Non essere la persona che porge l'altra guancia o che fa finta che ciò non sia accaduto, ha fatto di me un'intransigente (quale sono, ovviamente, anche se non con la piena volontà) poco gradita.Della serie mi spezzo ma non mi piego, ed è cosa poco gradita, in genere.
Ma nonostante questo mio carattere poco flessibile, nonostante questo - appunto - non so odiare.L'odio chiede un impegno, un viscerale sentimento che io non possiedo.
Mio padre disse di me che sono una cinica.... quando ovviamente i miei sentimenti non erano captabili. Sembro una indifferente....
perchè?
Era tanto...
che non saltavo una notte!
Da qualche settimana, due o tre, non avevo più fatto una notte in bianco, ma stanotte no, è tornata la moda della notte sveglia a leggere o a girarsi nel letto o a discutere col cuscino!
Poco male... in fondo non ho nessun impegno e male che vada, nel pomeriggio, posso sempre fare un riposino. Posso tranquillamente dormire tutti i giorni e stare sveglia tutte le notti!
Potrei cercare un lavoro tipo sorvegliante notturno.... ma credo che sia un lavoro passato di moda. La videosorveglianza ha sorpassato gli umani.
La cosa strana è che sono sveglia e pimpante come se non fosse successo nulla, anzi, forse anche un pò più energica di come sono normalmente la mattina. Ho il collo un pò annodato e le spalle un pò rigide, ma non è che quando dormo poi mi alzo come un fiore di maggio!
Boh! vedremo.
Da qualche settimana, due o tre, non avevo più fatto una notte in bianco, ma stanotte no, è tornata la moda della notte sveglia a leggere o a girarsi nel letto o a discutere col cuscino!Poco male... in fondo non ho nessun impegno e male che vada, nel pomeriggio, posso sempre fare un riposino. Posso tranquillamente dormire tutti i giorni e stare sveglia tutte le notti!
Potrei cercare un lavoro tipo sorvegliante notturno.... ma credo che sia un lavoro passato di moda. La videosorveglianza ha sorpassato gli umani.
La cosa strana è che sono sveglia e pimpante come se non fosse successo nulla, anzi, forse anche un pò più energica di come sono normalmente la mattina. Ho il collo un pò annodato e le spalle un pò rigide, ma non è che quando dormo poi mi alzo come un fiore di maggio!
Boh! vedremo.
mercoledì 24 aprile 2013
24...
Acci!
Solo per caso e ascoltando il telegiornale ho realizzato che domani è un giorno festivo e che... non ne sapevo niente!
Cioè, mi spiego meglio, non avevo idea di che giorno fosse!
Il calendario scorre inesorabile e non riesco a tener dietro ai numeri.
Solo per caso e ascoltando il telegiornale ho realizzato che domani è un giorno festivo e che... non ne sapevo niente!
Cioè, mi spiego meglio, non avevo idea di che giorno fosse!
Il calendario scorre inesorabile e non riesco a tener dietro ai numeri.
martedì 23 aprile 2013
Frase..... celebre?
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Woody Allen
L'attesa del nulla...
Questa sospensione di vita operativa sia mia sia di tanta gente, e della società tutta, mi sta snervando.
Non so come agire.
Il fatto che anche altre persone siano in difficoltà, che non abbiano lavoro, che non ci siano certezze nè programmi a breve, mi disorienta.
Ci sono momenti in cui sono ipercreativa e altri in cui mi "racconto" che non serve a nulla tutto ciò che faccio.
Ieri ho incontrato un mio vecchio compagno di lavoro e ci siamo raccontati un pò di avventure/disavventure avvenute in questi dieci/dodici anni in cui non ci vedevamo, poi i saluti. Al ritorno a casa mi sono sentita proprio inutile e priva di valore: un treno fermo in un binario morto.
E gli spettacoli "governativi" non mi danno certo spinte emotive nè di incoraggiamento.
Non so come agire.
Il fatto che anche altre persone siano in difficoltà, che non abbiano lavoro, che non ci siano certezze nè programmi a breve, mi disorienta.
Ci sono momenti in cui sono ipercreativa e altri in cui mi "racconto" che non serve a nulla tutto ciò che faccio.
Ieri ho incontrato un mio vecchio compagno di lavoro e ci siamo raccontati un pò di avventure/disavventure avvenute in questi dieci/dodici anni in cui non ci vedevamo, poi i saluti. Al ritorno a casa mi sono sentita proprio inutile e priva di valore: un treno fermo in un binario morto.
E gli spettacoli "governativi" non mi danno certo spinte emotive nè di incoraggiamento.
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mercoledì 17 aprile 2013
A proposito di paure....
Iniziare un nuovo cammino spaventa. Ma dopo ogni passo che percorriamo ci rendiamo conto di come era pericoloso rimanere fermi.
(R.Benigni)
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Roberto Benigni
martedì 16 aprile 2013
Paure
Le mie paure sono molteplici.In realtà non sono una vera paurosa, nel senso che non sono una che si spaventa per avvenimenti particolari e se c'è necessità di intervenire sono la prima a reagire, ma ci sono paure più sottili quelle che proprio nel mondo dei depressi si fanno largo.
Le mie paure vengono da lontano, da quando ero bambina e non sono mai svanite, anzi, a volte e a seconda delle occasioni si moltiplicano con le fantasie dell'ignoranza.
Non sapere è sempre una brutta cosa, ma a volte preferisco non sapere per non conoscere il peggio, per non rischiare ancora di più, per non espormi ancora di più.
Piccole e grandi cose che modificano la vita e che, pertanto, spesso tagliano fuori.
Adesso non voglio affrontare veramente il "problema" e cioè elencare o denunciare le mie paure, non avrebbe senso. Io le so, farle sapere ad un pubblico anonimo non mi cambierebbe lo stato patologico del mio psicodramma e quindi rimarranno nel forziere.
Ma l'argomento è indicativo per capire la mia personalità, per fifoneria che mi caratterizza. Sarei capace di non passare più da una strada se ci fosse una persona che vi abita e che mi da preoccupazione.
Poi ci sono anche altri problemi dai quali mi sento condizionata: mancanza di concentrazione, una qualche forma di dislessia che non aiuta. Così la macchina da cucire che avevo comprato in un'occasione favorevole ad agosto scorso, non è ancora pronta per l'uso perchè non ho cominciato neppure a leggere le istruzione per montare i pezzettini di corredo.
Lavorando ad uncinetto mi sto inventando delle scarpine da neonato perchè le istruzioni che trovo in giro mi confondono e quindi vado avanti come una cieca o come bendata... Spesso devo ricominciare il lavoro. Mi sento "scema" eppure fino a non molto tempo fa ero considerata una persona anche molto intelligente.
Il molto non è una autoelezione, era veramente un "complimento" che in genere mi veniva fatto. Un'amica che non vedo da molto tempo diceva di me ad altre persone, che io ero la "ragazza" più intelligente che lei conoscesse....
E' tutto dire adesso.
Evviva l'ignoranza e le mie paure!
Non so l'inglese e sono sempre stata negata per le lingue ed ogni volta che devo leggere istruzioni, quasi sempre in inglese, tendo a tradurre con le basi del mio inglese scolastico e con un pò di intuito nel contesto dove appare la frase. Oggi mi arriva una comunicazione in cui avevo necessità di capire il VERO esatto concetto e non un'approssimazione, pena eventuale errore marchiano. Allora ho cominciato a fremere perchè so che sul web è possibile tradurre ma io non l'ho mai fatto. E per me il "mai fatto" è come un tabù.
Fare una cosa che prima non ho affrontato mi crea molto imbarazzo. All'inizio ho pensato di chiedere a Tizio o a Caio di dirmi dove devo guardare o cosa devo fare. Ci ho pensato un pò su perchè non mi piace dipendere dagli altri ma, nello stesso tempo, essere aiutata mi regala l'illusione che qualcuno si occupi di me, un piacere che non provo quasi mai.
Poi l'esigenza del sapere mi ha spinto ad osare e a cercare su Google. Voilà il gioco è fatto: troppo semplice rispetto al problema che mi ero posta. Il classico caso in cu ci si fascia la testa prima di rompersela.
Lo so ogni volta, o molto spesso, è così, ma le mie paure non cessano neppure con le piccole conquiste quotidiane.
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lunedì 15 aprile 2013
Puntualmente.... di ritardo
Sono una persona precisa.... il che è tutto dire!
Sono perennemente contornata dal caos di carta, di fili, di immagini e gomitoli e chi più ne ha più ne può aggiungere che non basta mai. Sono sempre assorta e astratta nello stesso tempo, apparentemente svanita ma concentratissima che neppure ci si aspetta. Solo che le priorità per me sono diverse e spesso sono in contrasto con quelle che generalmente sono degli altri (credo), quelle di chi ha famiglia e che deve rispettare dei tempi e delle "forme". Io non ho quella realtà ma spesso devo rincorrere qualcosa che non è importante per me ma che ha una scadenza di cui devo tenere conto e, per forza, rispettarne i tempi.
Cose banali, ma non sempre. Due anni fa volevo iscrivermi all'albo per poter fare la scrutinatrice e mentalmente mi ero appuntata che fosse novembre il mese in cui dovevo andare a fare l'iscrizione. Vado di novembre e ovviamente ero in ritardo. Ciò doveva essere fatto entro il 31 ottobre, cioè entro novembre, ma novembre escluso!
Quest'anno, cioè alcuni mesi fa, come in un fotofinish, sono riuscita ad andarvi il 31 ottobre, ore 12! Ho fatto regolare richiesta che puntualmente non è stata accettata.
Che dire, sembre che io abbia proprio una specie di calamita alla rovescia per le cose istituzionali!
Altro esempio, sempre di natura poco importante. Entro il 20 di aprile posso fare richiesta di un regalo con i punti accumulati con la spesa fatta al supermercato. E' già un mese che lo so e per un motivo o per altro non ho ancora optato per ciò che mi ero prefissa.
Sabato scorso sono andata al supermercato con mio figlio e come mamma orgogliosa gli ho fatto vedere il regalo che volevo prendere e dare a lui.
A lui, ovviamente, frega un belnulla.
Io guardo il numero di codice del premio che devo dire alla cassiera al momento dell'acquisto, per prenotarlo. Quando arrivo alla cassa ... non mi ricordo più il numero...
????
Chiedo a mio figlio che mi guarda con sufficienza e mi dice: Che vuoi che ne sappia io!?L'hai guardato te!
Vado di corsa a RIleggere il catalogo mentre mio figlio continua a fare la fila e vedo il numero. Ah! 41. Glielo dico anche a lui, così nel caso in cui l'Alzheimer mi prende di contropiede se lo può ricordare lui.
Arriviamo alla cassa e mio figlio si va avanti come "attivista" della spesa e allora gli allungo la mia tesserina per accumulare i beneamati punti (e anche per usufruire gli sconti della fidelity card) perchè la mostri alla cassiera. Dopo mi disinteresso del tutto concentrata nella distribuzione dei pesi e dei volumi della merce acquistata.
Naturalmente non c'è bisogno di scrivere che mi sono dimenticata di ordinare il premio e che mio figlio non mi ha ricordato un bel niente.
Stamani rapida visita al supermercato, ma questa volta ricordo tutto!
Alla cassa chiedo alla signorina di prenotarmi il regalo. Lei mi guarda, sorride e dice che le devo dare un'altra tessera perchè quella che le sto porgendo è la fidelity card di un altro supermercato (concorrenza!!!!). Rapido flash... La mia tessera è rimasta a mio figlio che se l'è portata via e fino alla settimana prossima non rientra ... cioè dopo il 20 aprile, termine ultimo per la prenotazione.
Ma dico io, ma come riesco sempre a complicarmi la vita per non riuscire in tutto quello che vorrei fare?
Sono perennemente contornata dal caos di carta, di fili, di immagini e gomitoli e chi più ne ha più ne può aggiungere che non basta mai. Sono sempre assorta e astratta nello stesso tempo, apparentemente svanita ma concentratissima che neppure ci si aspetta. Solo che le priorità per me sono diverse e spesso sono in contrasto con quelle che generalmente sono degli altri (credo), quelle di chi ha famiglia e che deve rispettare dei tempi e delle "forme". Io non ho quella realtà ma spesso devo rincorrere qualcosa che non è importante per me ma che ha una scadenza di cui devo tenere conto e, per forza, rispettarne i tempi.Cose banali, ma non sempre. Due anni fa volevo iscrivermi all'albo per poter fare la scrutinatrice e mentalmente mi ero appuntata che fosse novembre il mese in cui dovevo andare a fare l'iscrizione. Vado di novembre e ovviamente ero in ritardo. Ciò doveva essere fatto entro il 31 ottobre, cioè entro novembre, ma novembre escluso!
Quest'anno, cioè alcuni mesi fa, come in un fotofinish, sono riuscita ad andarvi il 31 ottobre, ore 12! Ho fatto regolare richiesta che puntualmente non è stata accettata.
Che dire, sembre che io abbia proprio una specie di calamita alla rovescia per le cose istituzionali!
Altro esempio, sempre di natura poco importante. Entro il 20 di aprile posso fare richiesta di un regalo con i punti accumulati con la spesa fatta al supermercato. E' già un mese che lo so e per un motivo o per altro non ho ancora optato per ciò che mi ero prefissa.
Sabato scorso sono andata al supermercato con mio figlio e come mamma orgogliosa gli ho fatto vedere il regalo che volevo prendere e dare a lui.
A lui, ovviamente, frega un belnulla.
Io guardo il numero di codice del premio che devo dire alla cassiera al momento dell'acquisto, per prenotarlo. Quando arrivo alla cassa ... non mi ricordo più il numero...
????
Chiedo a mio figlio che mi guarda con sufficienza e mi dice: Che vuoi che ne sappia io!?L'hai guardato te!
Vado di corsa a RIleggere il catalogo mentre mio figlio continua a fare la fila e vedo il numero. Ah! 41. Glielo dico anche a lui, così nel caso in cui l'Alzheimer mi prende di contropiede se lo può ricordare lui.
Arriviamo alla cassa e mio figlio si va avanti come "attivista" della spesa e allora gli allungo la mia tesserina per accumulare i beneamati punti (e anche per usufruire gli sconti della fidelity card) perchè la mostri alla cassiera. Dopo mi disinteresso del tutto concentrata nella distribuzione dei pesi e dei volumi della merce acquistata.Naturalmente non c'è bisogno di scrivere che mi sono dimenticata di ordinare il premio e che mio figlio non mi ha ricordato un bel niente.
Stamani rapida visita al supermercato, ma questa volta ricordo tutto!
Alla cassa chiedo alla signorina di prenotarmi il regalo. Lei mi guarda, sorride e dice che le devo dare un'altra tessera perchè quella che le sto porgendo è la fidelity card di un altro supermercato (concorrenza!!!!). Rapido flash... La mia tessera è rimasta a mio figlio che se l'è portata via e fino alla settimana prossima non rientra ... cioè dopo il 20 aprile, termine ultimo per la prenotazione.
Ma dico io, ma come riesco sempre a complicarmi la vita per non riuscire in tutto quello che vorrei fare?
domenica 14 aprile 2013
Aumentano...
... Le persone che non mi cercano e non mi parlano....Un pò merito mio, un pò non so.
Ci sono alcuni che non sopporto più perchè sono sempre troppo preoccupati da se stessi e pretendono solo che tu stia ad ascoltare e soddisfare le loro necessità. Mi serve questo, ho bisogno di ques'altro, mi aiuti..., cosa ne pensi...
Altri che manifestano chiaramente l' incapacità a... sopportarmi: troppo impegnativa.
Altri, ovviamente non so.
Per i primi sono proprio io ad allontanarli o ad allontanarMI perchè sono semplicemente disgustata nell'accorgermi che di me non si interessano affatto e che se avessi dei problemi o dei dubbi da risolvere, mi potrei comodamente accomodare al mio pensatoio personale perchè non ci sarà nessuno a condividere qualche riflessione. Ma cos'è questo scambio a senso unico? Non si può chiamare scambio!
Va bene, non è detto che sempre ci sia condivisione: una volta si parla di te e un'altra ancora di te?
Così pare che sia la vita. la mia per lo meno.
Va bene, parlerò, penserò da sola. Del resto cosa ho fatto fino ad adesso?
sabato 13 aprile 2013
Vignetta
Che dire? Forse un pò tutti vogliamo essere un pò protagonisti, magari nascosti ma protagonisti.... ;-)
martedì 9 aprile 2013
Codice scarlatto
Inutile parlare di corda in casa di impiccato.... in genere si dice così quando il "male" è comune.
Però, nonostante la mia situazione, credo che non ho quasi mai cavalcato il problema su queste pagine (post).
Il lavoro che non c'è, il mio.
Ormai è quasi un anno e mezzo che non lavoro, cioè che non lavoro con una struttura che a fine mese dovrebbe darmi un compenso per l'attività svolta/dedicata. Per circa un anno ho ricevuto l'indennizzo di disoccupazione, o come cavolo si chiama, che era una miseria ( a dicembre quando si prende normalmente una tredicesima e si affrontano spese di vario tipo, ho preso circa 350 euro!!! ed era l'ultimo mese sponsorrizzato dall'INPS), poi il buio....
Già nel periodo in cui lavoravo mi era toccata la "fortuna" di essere fra amici che avevano deciso di non pagarmi. Momenti difficili per tutti, ma ovviamente per loro dopo che per me, nel senso che prima mangiavano loro e poi se avanzava.... Mi davano 50 euro settimana di "acconto". Quando mi sono incazz*** e ho detto loro che non si trattava di un acconto ma di un "posticipo" mi hanno guardato come se fossi un'aliena. Veramente mi sono arrampicata sugli specchi, poi una volta fuoriuscita da quella situazione ho cercato di organizzarmi. Ho provato ad inventarmi un lavoro con le poche cose che so fare e per dir la verità un minimo di interesse l'ho suscitato solo che nel frattempo ci siamo immiseriti tutti e nessuno compra più nulla.
La mia invenzione è semplicemente la stessa attività che faceva mia madre ma sicuramnete con meno maestria di quanta lei aveva. Comunque lavorare a maglia, con l'uncinetto pare che non sappiano farlo tutti o non tutti hanno la pazienza, il tempo, la voglia....
Poi nella mia condizione sempre di bisogni impellenti mi sono accorta anche che era possibile riciclare lana e cotone da vecchio vestiario abbandonato nell'armadio e che non interessava più e che per vari motivi d'affezione lasciavo lì. Come in un recupero della memoria e dei tempi rappresentati da quelle cose ho usato quel materiale per "creare" nuove cose, ed anche lì ho avuto la soddisfazione di avee dei consensi.... ma pochi soldi.
E adesso la situazione è diventata da "codice rosso fosforescente" non ci sono opzioni, non ci si può inventare più nulla perchè non c'è mercato.
Ed io faccio fatica a chiedere.
Mio figlio mi aiuta, per quel che può. Vive e lavora fuori da questa città. Quando lo vedo gli mollo qualche bolletta e non si tira mai indietro, ma io mi sento un verme. Una madre dovrebbe dare e non chiedere. E poi anche lui deve farsi una vita, una casa, una famiglia e il suo lavoro non è ben pagato. Insomma storie di tutti i giorni sui quotidiani e telegiornali....
Assistenti sociali e Caritas.... non so neppure come si fa veramente....e rimando rimando.
E capisco sempre più come possano accadere certe tragedie.
Per il momento mi sento forte sotto l'aspetto della tragedia, ma sinceramente non so come risolvere i problemi e mi sento impotente e inutile.
Un'ultima cosa. Quando sei in miseria (senza nobiltà) quelli che conosci ti evitano come la peste e solo quelli che NON sanno bene i contorni delle tue faccende ti trattano da persona dignitosa. Appena si viene a sapere che hai necessità e quindi potresti essere un potenziale "chiedente", si sciolgono anche quei pochi contatti. E poi ci si meraviglia se non si chiede, se non ci si esprime?
Per il motivo che ho appena descritto sopra a proposito del riciclo, ho chiesto ad alcuni conoscenti di non buttare via le maglie che non indossano più ma di darle a me che le avrei recuperate e lavorate. In alcuni casi ho fatto delle creazioni che ho ancora nell'armadio o anche offerte alla chiesa per le madri che non hanno la possibilità di fare il corredino. Bè non ci sono neppur più maglie o gomitoli abbandonati nell'armadio da quando li ho chiesti. prima abbondavano. Non so perchè ma evidentemente c'è qualcosa di sbagliato sulla richiesta nel moemnto di bisogno e difficoltà.
Ad una "amica" che incontro una volta ogni due o tre anni per caso (eravamo amichissime quando entrambe fidanzate, uscivamo la domenica assieme ecc.) gli ho mandato un biglietto chiedendole di vederci, per recuperare il tempo perduto non frequentandoci, davanti ad un caffè.... sono passati due anni, da quella mia comunicazione, mi ha mandato qualche sms dicendo che non si era dimenticata che presto mi avrebbe chiamata.....ma credo che quando le dissi che ero disoccupata e sola, abbia temuto che le chiedessi qualcosa di più.
Questa è la verità. La gente non vuole saperlo.
Però, nonostante la mia situazione, credo che non ho quasi mai cavalcato il problema su queste pagine (post).
Il lavoro che non c'è, il mio.
Ormai è quasi un anno e mezzo che non lavoro, cioè che non lavoro con una struttura che a fine mese dovrebbe darmi un compenso per l'attività svolta/dedicata. Per circa un anno ho ricevuto l'indennizzo di disoccupazione, o come cavolo si chiama, che era una miseria ( a dicembre quando si prende normalmente una tredicesima e si affrontano spese di vario tipo, ho preso circa 350 euro!!! ed era l'ultimo mese sponsorrizzato dall'INPS), poi il buio....
Già nel periodo in cui lavoravo mi era toccata la "fortuna" di essere fra amici che avevano deciso di non pagarmi. Momenti difficili per tutti, ma ovviamente per loro dopo che per me, nel senso che prima mangiavano loro e poi se avanzava.... Mi davano 50 euro settimana di "acconto". Quando mi sono incazz*** e ho detto loro che non si trattava di un acconto ma di un "posticipo" mi hanno guardato come se fossi un'aliena. Veramente mi sono arrampicata sugli specchi, poi una volta fuoriuscita da quella situazione ho cercato di organizzarmi. Ho provato ad inventarmi un lavoro con le poche cose che so fare e per dir la verità un minimo di interesse l'ho suscitato solo che nel frattempo ci siamo immiseriti tutti e nessuno compra più nulla.
La mia invenzione è semplicemente la stessa attività che faceva mia madre ma sicuramnete con meno maestria di quanta lei aveva. Comunque lavorare a maglia, con l'uncinetto pare che non sappiano farlo tutti o non tutti hanno la pazienza, il tempo, la voglia....
Poi nella mia condizione sempre di bisogni impellenti mi sono accorta anche che era possibile riciclare lana e cotone da vecchio vestiario abbandonato nell'armadio e che non interessava più e che per vari motivi d'affezione lasciavo lì. Come in un recupero della memoria e dei tempi rappresentati da quelle cose ho usato quel materiale per "creare" nuove cose, ed anche lì ho avuto la soddisfazione di avee dei consensi.... ma pochi soldi.
E adesso la situazione è diventata da "codice rosso fosforescente" non ci sono opzioni, non ci si può inventare più nulla perchè non c'è mercato.
Ed io faccio fatica a chiedere.
Mio figlio mi aiuta, per quel che può. Vive e lavora fuori da questa città. Quando lo vedo gli mollo qualche bolletta e non si tira mai indietro, ma io mi sento un verme. Una madre dovrebbe dare e non chiedere. E poi anche lui deve farsi una vita, una casa, una famiglia e il suo lavoro non è ben pagato. Insomma storie di tutti i giorni sui quotidiani e telegiornali....
Assistenti sociali e Caritas.... non so neppure come si fa veramente....e rimando rimando.
E capisco sempre più come possano accadere certe tragedie.
Per il momento mi sento forte sotto l'aspetto della tragedia, ma sinceramente non so come risolvere i problemi e mi sento impotente e inutile.
Un'ultima cosa. Quando sei in miseria (senza nobiltà) quelli che conosci ti evitano come la peste e solo quelli che NON sanno bene i contorni delle tue faccende ti trattano da persona dignitosa. Appena si viene a sapere che hai necessità e quindi potresti essere un potenziale "chiedente", si sciolgono anche quei pochi contatti. E poi ci si meraviglia se non si chiede, se non ci si esprime?Per il motivo che ho appena descritto sopra a proposito del riciclo, ho chiesto ad alcuni conoscenti di non buttare via le maglie che non indossano più ma di darle a me che le avrei recuperate e lavorate. In alcuni casi ho fatto delle creazioni che ho ancora nell'armadio o anche offerte alla chiesa per le madri che non hanno la possibilità di fare il corredino. Bè non ci sono neppur più maglie o gomitoli abbandonati nell'armadio da quando li ho chiesti. prima abbondavano. Non so perchè ma evidentemente c'è qualcosa di sbagliato sulla richiesta nel moemnto di bisogno e difficoltà.
Ad una "amica" che incontro una volta ogni due o tre anni per caso (eravamo amichissime quando entrambe fidanzate, uscivamo la domenica assieme ecc.) gli ho mandato un biglietto chiedendole di vederci, per recuperare il tempo perduto non frequentandoci, davanti ad un caffè.... sono passati due anni, da quella mia comunicazione, mi ha mandato qualche sms dicendo che non si era dimenticata che presto mi avrebbe chiamata.....ma credo che quando le dissi che ero disoccupata e sola, abbia temuto che le chiedessi qualcosa di più.
Questa è la verità. La gente non vuole saperlo.
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