giovedì 2 gennaio 2014

matti, malati e forse artisti...

Mi piacerebbe poter scambiare due chiacchere con qualcuno e raccontare la mia verità, le mie paure, il  mio vivere, ma so che non posso dirlo a nessuno. Non c'è nessuno ma anche se ci fosse, e non può esserci, dovrebbe aver vissuto in parallelo. Mi spiego meglio...
Quando una coppia sta insieme da tanto tempo, anche se ognuno dei due ha avuto altre storie con realtà più o meno importanti, la loro strada parallela li porta a condividere gesti linguaggi e prospettive che, se fossero vissuti separati, non potrebbero avere più. Succede anche con i parenti: quelli che si vedono spesso non interrompono mai le loro vie di comunicazione, quelli che per vari motivi si allontanano, poi hanno altri modi di essere che sembrano essere cambiati, allontanati, ma è solo la distanza e la vita non parallela che li fa diversi. Può rimanere l'affetto ma non la prospettiva.
Così adesso io che ho una "certa età", ritrovarmi con persone della mia età, sia uomini che donne non mi aiuta perchè ognuno è la somma di esperienze che fa numeri completamente diversi uno dall'altro.
Per me le poche occasioni di "rinascita" sono sempre in seno ad ambienti "artistici" dove ognuno ha cristallizzato la propria utopia e accetta quella degli altri perchè è così che ci si accetta fra noi. Forse succede un pò così anche fra matti e malati... chissà!|

domenica 22 dicembre 2013

Euforia natalizia?

Boh!
Mi trovo in un momento particolare.... C'è un momento che non lo è?.... mhhh passiamo innanzi.
Insomma non va malaccio, a parte che sono senza lavoro, senza reddito e senza prospettive...
Però, nonostante tutto riesco a cogliere certi spunti, certe idee, certa voglia di crescere e non mi sembra poco.
Il lavoro in salita è un lavoraccio. Nessuno lo apprezza ma io mi ricavo i miei angoli strategici e continuo nonostante tutto. In modo costantemente incostante & incostantemente costante, cioè mi ripeto a distanza.
A me non dispiace ad altri non so, ma è certo che altri non ci sono. .... Credo... dovrei guardare se nascosto fra la biancheria o la spazzatura.... ma non credo proprio... no, non è il caso di affaticarsi.
Buonanotte buontemponi! ;-)

mercoledì 20 novembre 2013

A volte...

...ci si dovrebbe chiedere se vale la pena rivolgersi agli altri o no...
Faccio fatica a capire se DEVO farmi aiutare oppure...?
Passo la maggior parte del mio tempo a pianificare mentalmente come organizzarmi, come rivolgermi a qualcuno, come far conoscere certe situazioni (non solo la mia) e poi mi guardo dentro... e non ho il coraggio di chiedere. Di chiedere aiuto e soprattutto di fidarmi delle persone a cui vorrei/potrei/dovrei chiedere aiuto.
La rivalsa, il ricatto la vergogna sono, in ordine il freno inibitorio.
Poi mi ritrovo a fare i conti con me stessa, con l'impotenza e con la fisicità dell'impotenza.
Quando fisicamnete soche non posso farcela più, quando saoche sto per essere travolta dalla corrente, il buon senso suggerirebbe di superare le remore...
Ma è difficile comunicare. Non tanto dire... o esprimere, ma far capire, cioè entrare nella dimensione altrui e far capire quale sia la portata di ciò che si sta dicendo..
A volte ho serie difficoltà a reagire ( o NON reagire), quando non ho più niente e, ad esempio, mi viene suggerita una ricetta in cui "non serve niente: solo a ...",  ..... e tu non hai neppure quel solo ed anzi sarebbe un problema - non piccolo - averlo...
Come fare?

lunedì 18 novembre 2013

Sembra...

Sembra ... un momento di sosta della depressione nella mia vita. Non mi illudo però e mi felicito con me stessa per questa conquista, temporanea o meno, che deve essere messa nella "saccoccia".
Nel senso che.... non sono disperata, nonostante tutto, nonostante tutto quello che non va!
E per le cose che non vanno abbiamo il listino aperto a fisarmonica, le opzioni di scelta sono enne al cubo!
Il vero è che la vita è sempre la somma delle esperienze precedenti per cui adesso raccolgo il seminato volontario o meno....
Certo ci sarebbe da chiedersi cosa ci fosse in quei sacchetti di semi che mi ritrovavo nei momenti di ottenebrate facoltà addette alla felicità!
Praticamente mi ritrovo al peggio di sempre... mi viene in mente una vecchia barzelletta che non so raccontare... ho sempre avuto un pessimo modo di ri-raccontare le barzellette: un pò le dimentico, un pò mi distraggo mentre le racconto perchè rincorro un'idea che ovviamente mi transita in testa proprio in quel
momento lì, magari rido prima della fine e poi... non ci so proprio fare!
"Un qualcuno aveva preso una medicina antidepressiva e stava affogando nella "cacca" nella sua vasca, però era contento lo stesso perchè aveva preso talmente tanti antidepressivi da non ricordare più perchè stava male e non gli importava nulla di affogar nella m...a !"
Quindi non ricordo la barzelletta ma il senso sì!
Lo so, va tutto male, ma la mia depressione no: E' un successo no?

Buon tutto!

venerdì 8 novembre 2013

Talvolta con il cuore
Raramente con l’anima
Ancora meno con la forza
Pochi amano davvero.

   Emily Dickinson

lunedì 28 ottobre 2013

La porta è socchiusa



La porta è socchiusa,
dolce respiro dei tigli...
Sul tavolo, dimenticati,
un frustino ed un guanto.
Giallo cerchio del lume...
tendo l'orecchio ai fruscii.
Perché sei andato via?
Non comprendo...

Luminoso e lieto
domani sarà il mattino.
Questa vita è stupenda,
sii dunque saggio cuore.
Tu sei prostrato, batti
più sordo, più a rilento...
Sai, ho letto
che le anime sono immortali.

                                               Anna Achmatova

E' difficile...

Dire, non dire.
Esprimersi. Aprire la porta dell'anima, del cervello, del cuore.
E' difficile trovare chi ascolta interessato.
Ed ancora più terribile accorgersi che chi ascolta, a volte, poi utilizzerà ciò che dici come un'arma ricattatoria.
Almeno così capita a me. Ed adesso, forse, non capita più per il semplice motivo che non esprimo più o, se lo faccio, limito le mie espressioni in compartimenti stagni. Un pò qui, un pò là. A nessuno la totalità della verità.
A volte, persone educate, ti fanno finire le tue confidenze per aspettare solo il proprio turno di fantasia.
E così non mi sento presa sul serio.
A volte mi sento tutta scema, come se fossi davanti a qualche genio. In altre occasioni capita che sono io il genio, ma incompreso. Tutto questo solo per dire che le posizioni di arroccamento sono il risultato di questa grossolana analisi. Non c'è modo di uscirne fuori.
Per ora.
Forse...
Chissà!

sabato 26 ottobre 2013

Cenerentola non è qui...

E' una vita, solo forse pochi mesi, e a me sembrano di più,che non sicrivo sul mio blog. Di notevole non è accaduto niente, di logorante un pò di tutto.
Amici, con le virgolette, (che non ho messo perchè è faticoso anche questo con persone così) che si allontanano perchè si sentono non abbastanza ammirati, esortati o acclamati.
Uff! Ho passato una vita a motivare gli altri, a mettere in azione la mia empatia solo per capire e cercare di essere vicina a prescindere e poi nel momento in cui io non dico ma, chi è sano di mente sa che è ovvio quale sia la mia situazione, si mette anche a fare il difficile sulla mia disponibilità!
Troppo comodo avere a che fare con qualcuno che dice benvenuto, come stai, come sei bravo! Ma appena arriva un pò di silenzio le sicurezze vacillano e piuttosto che farsi domande si censura, si banna, si cassa, si allontana.
PFUI!!!
Bravi!  Avete capito tutto!
Ma voi invitereste Cenerentola sapendola scalza, sporca e polverosa al palazzo per il ballo?

Non saresti un amico se lo facessi e, a parte le favole, in cui le scarpette, le zucche e le carrozze diventano quello che non sono mai state, la realtà si presenta alla vita con programmi, priorità e organizzazioni diverse.
Peccato che non sempre ci si mette nelle condizioni della persona con cui ci si confronta... peccato!
Chissà perchè adesso mi viene in mente Pretty Woman, quando LEI, dice alla commessa: Peccato! :-)


sabato 3 agosto 2013

Si dice che....

Ciascuno deve organizzare il caos che ha dentro di sé
F. Nietzsche
 

Per me è dura, molto dura!
Comunque come direbbe un antico pisano .... "Eppur si muove"!!!

sabato 13 luglio 2013

Della mia vita....


Della mia vita cambierei soprattutto la punteggiatura.


Eliminerei quasi tutti gli interrogativi


e i due punti li userei soltanto per chiarire le cose


davvero importanti.


Chiuderei prima alcune parentesi,


mentre altre non le aprirei affatto.
 
Serena  Santorelli


domenica 30 giugno 2013

Mi piaci quando taci

Mi piaci quando taci

Mi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.

Poiché tutte le cose son piene della mia anima
emergi dalle cose, piene dell'anima mia.
Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
e rassomigli alla parola malinconia.

Mi piaci quando taci e sei come distante.
E stai come lamentandoti, farfalla turbante.
E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
lascia che io taccia col tuo silenzio.

Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e costellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.

Mi piaci quando taci perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Allora una parola, un sorriso bastano.
E son felice, felice che non sia così.


                                                                                          Pablo Neruda


Senza parole...


sabato 22 giugno 2013

Tenerezza...

Abbiamo fame di tenerezza,
in un mondo dove tutto abbonda
siamo poveri di questo sentimento
che è come una carezza
per il nostro cuore
abbiamo bisogno di questi piccoli gesti
che ci fanno stare bene
la tenerezza
è un amore disinteressato e generoso,
che non chiede nient’altro
che essere compreso e apprezzato.

                                                      Alda Merini

venerdì 21 giugno 2013

MILLE - Se potessi avere...

... mille lire al mese....



adesso si potrebbe dire, magari, 1000 euro al mese? No, credo che non ci siano paragoni. Al tempo (1939) le mille lire erano molto di più, potevano ritenersi una cifra per permettersi dei lussi.
Adesso le mille euro sarebbe una sopravvivenza, dignitosa, ma sopravvivenza.
Io sono senza stipendio da un pò e le mille euro sono veramente un sogno.
Tento "mille" cose ma non rendo neppure un centesimo l'una, anzi non riesco a creare nulla.
Qualsiasi progetto al momento di entrare in pista ha un costo e nessuna garanzia di rientro...
Amici?
Ci sarebbero, ma il passaparola per il lavoro non funziona più. L'aiuto, dopo qualche sporadica iniziativa, subisce una debacle ciclopica.
Nessuno aiuta più nessuno.
Tutti sono disposti a  prendere, pochi, quando nessuno, a dare.
Nella mia natura c'è sempre stata la generosità e anche non poter dare nulla è una sofferenza.
E nell'aver bisogno una specie di contraddizione, una specie di contronatura: voler dare ed invece aver bisogno di ricevere....
E' così anche negli affetti.
Quando non si è più in grado di dare, per buio dei sentimenti, per crisi di uno stato, per sofferenza o delusione, ci sarebbe necessità di ricevere un abbraccio seppur virtuale ed invece un circolo vizioso di negatività si instaura e nessuno dà e nessuno prende.

giovedì 20 giugno 2013

I demoni e i suoi compari....

Ognuno è il demone di se stesso, e rende il mondo il suo inferno” 

Oscar Wilde.

A volte

A volte, un certo senso di vuoto... esitenziale..., si fa largo in questa vita un pò ripetitiva e priva di spunti di novità, speranze, idee da proiettare.
Le idee ci sono ma sono irrealizzabili e, come sempre, utopiche.
Ma nonostante ciò mi sento bene.
Relativamente.
Nel senso che probabilmente qualcun altro, al mio posto, sarebbe esasperato e nervoso io, invece, sono avvezza alla situazione e seppur non riesca a dominarla non mi faccio neppure predominare se non, appunto, viverla come se non ci fosse.
Non subisco ma la subisco a prescindere...
Solito menage solitario fra me e me.
Ma collaudato e che funziona.



mercoledì 19 giugno 2013

L'indifferenza

Il desiderio è metà della vita; l'indifferenza è già metà della morte.
K Gibran

venerdì 17 maggio 2013

E...

... siamo al venerdì e mi sembra di non aver combinato nulla.

Solo dei flash, o dei raid, qua e là, proprio per non abbandonare ogni progetto ed ogni idea, ma senza l'entusiasmo che la certezza, o la speranza, in genere danno.
Sperare è un pò come avere una fede, è come credere. E se non si crede allora tutto diventa un pò disfattistico (neologismo?) e le cose non vanno avanti. Così io spero (credo) un pò sì e un pò no.
Corrente alternata anche nella positività, dunque.

domenica 12 maggio 2013

Oggi...

... sono un pò inquieta.
Inquieta in senso positivo... ma come si dice?
Non so. Per me dire inquieta ha un'accezione negativa e quindi mi dispiace un pò scriverlo così.
Avrei voglia di "agire" ma il senso di disorientamento prevale. Agire su cosa, verso dove, con chi?
Mi basterebbe avere degli impegni, degli obiettivi (realizzabili), degli incontri programmati, cose a cui non ci si sottrae a prescindere.
Come abitudini.
Ed invece sono qui che mi logoro e cerco di incanalare qualche energia evitando con attenzione di non deragliare, di non crearmi ulteriore caos per il quale sono specializzata.



A volte mi sorprendo per momenti o angoli di ordine che riesco a creare.... il che è tutto dire!

venerdì 10 maggio 2013

Giorno in grigio

La giornata è finita ... e meno male.
Adesso devo solo aver la pazienza di arrivare a domani e sperare di alzarmi con il piede giusto.
Oggi è stato un giorno grigio in tutti i sensi. La fiammella della mia caldaia personale era spenta.
Il mio cuore, se batteva, non me ne sono accorta.
La mia testa se funzionava non me lo ha raccontato.
Basta. Domani sarà sicuramente meglio.

martedì 7 maggio 2013

Come dire?

Come dire quando ci si sente di m.....?
Non va niente bene. Nulla in particolare e tutto.
Calma piatta e assenza di comunicazioni.
Io mi ingengo anche di stabilire contatti con amicizie più o meno lontane ma, immancabilmente, non ho ritorni. nè simpatici nè di altro tipo. Non so cosa pensare. E' vero che mi muovo come un bradipo, ma la mancanza di reazione generale mi manda fuori di grazia.
Mi sento inutile e in cul de sac.
Ieri ho aperto il mio negozio virtuale anche su Etsy, ma credo che cambierà poco.
Ogni giorno faccio un passo e attendo segnali di fumo dall'universo...

domenica 5 maggio 2013

Vergogna

Non sapevo che anche la vergogna fosse un "sintomo" di una patologia psicologica...
Magari non è proprio così, ma il disagio sociale che deriva da sentirsi inadeguati e il vergognarsi di ciò, lo è.
Forse è questo quello che io ho. Cioè la depressione mi ha relegato in un angolo da dove non so più uscire per... la vergogna.
Non so come spiegarmi meglio, ma ci penserò su e poi cercherò di essere più chiara. Io credo che volendo un pò, questo concetto, è comprensibile.
La depressione come leva per fare di me il peggio possibile, un pò è passata. Io non desidero morire anzi desidererei vedere, fare cose che non so come raggiungere. Il mio stato, cioè la condizione in cui mi sono chiusa (l'angolo) è ciò di cui mi vergogno. Per cui depressione + vergogna = situazione attuale, come uscirne?



mercoledì 1 maggio 2013

Incongruenze... ma non troppo.

Oggi 1° maggio la città è vuota. A me piace un sacco, non so perchè.
Un tempo ho abitato in un paese disabitato, scusate il bisticcio di parole, si chiama Villa Saletta ed è tutt'ora un posto disabitato anche se è in mano a degli inglesi che non ho capito bene che destino abbiano deciso per gli immobili. Residence? boh.... il tempo, forse, ce lo dirà. Dico forse perchè è un bel pò di anni che la cosa perdura. Viene utilizzato forse come location per avvenimenti speciali...
Avete presente uno dei set del film Napoleone? Quelle stanze, per gli interni, era proprio in Villa Saletta, e poi anhce un altro film dei fratelli taviani, Good Bye Babilonia
http://it.paperblog.com/villa-saletta-639331/



Quando abitavo lì lavoravo sempre in giro per l'Italia, andavo e venivo in auto e quando arrivavo al venerdì non vedevo l'ora di buttare le chiavi dell'auto e dimenticarmene...
Ora sono in mezzo alla città ma, per il mondo interiore, non è cambiato molto. Là fuori per me è lontano tanto quanto lo fosse stato allora.
Quindi deserto o non deserto poco cambia: dipende da come ci si sente dentro.
Ma godere dei piccoli particolari che il mondo offre, se vuoi gli spazi e i silenzi per me sono ancora valori speciali.
Un tempo scendevo giù nel borgo e guardavo le stelle.... mi piacerebbe poterlo fare ancora in questa strada cittadina!




http://viaggiare.dimoredepoca.it/index.php/hotel/palaia-e-le-colline-pisane-un-viaggio-nel-set-cinematografico-della-toscana/



lunedì 29 aprile 2013

Ragionamenti sull'odio...

Non so odiare, ma non so dimenticare e questo forse è peggio.
Nella mia vita ci sono stati episodi e persone che mi hanno fatto molto male. E purtroppo credo di non averli superati nonostante tutto l'impegno, l'aiuto di psicoterapia, l'aiuto del tempo e della mia volontà.
Ma ho spesso flash e buchi emozionali che evidenziano questo mio sentimento di contrasto verso atteggiamenti e persone.
Ci sono persone con cui non so convivere neppure per buona creanza, neppure per l'apparenza. E per questo ho pagato moltissimo in termini sociali, perchè la gente dimentica e spesso da vittima si può diventare aguzzino. Là dove io avrei dovuto essere considerata la persona "migliore" in termini umani, la mia chiusura ha ottenuto l'effetto contrario.
Non essere la persona che porge l'altra guancia o che fa finta che ciò non sia accaduto, ha fatto di me un'intransigente (quale sono, ovviamente, anche se non con la piena volontà) poco gradita.
Della serie mi spezzo ma non mi piego, ed è cosa poco gradita, in genere.

Ma nonostante questo mio carattere poco flessibile, nonostante questo - appunto - non so odiare.
L'odio chiede un impegno, un viscerale sentimento che io non possiedo.
Mio padre  disse di me che sono una cinica.... quando ovviamente i miei sentimenti non erano captabili.  Sembro una indifferente....

perchè?


Era tanto...

che non saltavo una notte!
Da qualche settimana, due o tre, non avevo più fatto una notte in bianco, ma stanotte no, è tornata la moda della notte sveglia a leggere o a girarsi nel letto o a discutere col cuscino!
Poco male... in fondo non ho nessun impegno e male che vada, nel pomeriggio, posso sempre fare un riposino. Posso tranquillamente dormire tutti i giorni e stare sveglia tutte le notti!
Potrei cercare un lavoro tipo sorvegliante notturno.... ma credo che sia un lavoro passato di moda. La videosorveglianza ha sorpassato gli umani.
La cosa strana è che sono sveglia e pimpante come se non fosse successo nulla, anzi, forse anche un pò più energica di come sono normalmente la mattina. Ho il collo un pò annodato e le spalle un pò rigide, ma non è che quando dormo poi mi alzo come un fiore di maggio!
Boh! vedremo.

mercoledì 24 aprile 2013

24...

Acci!
Solo per caso e ascoltando il telegiornale ho realizzato che domani è un giorno festivo e che... non ne sapevo niente!
Cioè, mi spiego meglio, non avevo idea di che giorno fosse!
Il calendario scorre inesorabile e non riesco a tener dietro ai numeri.


martedì 23 aprile 2013

Frase..... celebre?

 

Non voglio raggiungere l'immortalità con il mio lavoro. Voglio arrivarci non morendo.
Woody Allen

L'attesa del nulla...

Questa sospensione di vita operativa sia mia sia di tanta gente, e della società tutta, mi sta snervando.
Non so come agire.
Il fatto che anche altre persone siano in difficoltà, che non abbiano lavoro, che non ci siano certezze nè programmi a breve, mi disorienta.
Ci sono momenti in cui sono ipercreativa e altri in cui mi "racconto" che non serve a nulla tutto ciò che faccio.
Ieri ho incontrato un mio vecchio compagno di lavoro e ci siamo raccontati un pò di avventure/disavventure avvenute in questi dieci/dodici anni in cui non ci vedevamo, poi i saluti. Al ritorno a casa mi sono sentita proprio inutile e priva di valore: un treno fermo in un binario morto.
E gli spettacoli "governativi" non mi danno certo spinte emotive nè di incoraggiamento.


mercoledì 17 aprile 2013

A proposito di paure....

Iniziare un nuovo cammino spaventa. Ma dopo ogni passo che percorriamo ci rendiamo conto di come era pericoloso rimanere fermi.

(R.Benigni)

martedì 16 aprile 2013

Paure


Le mie paure sono molteplici.
In realtà non sono una vera paurosa, nel senso che non sono una che si spaventa per avvenimenti particolari e se c'è necessità di intervenire sono la prima a reagire, ma ci sono paure più sottili quelle che proprio nel mondo dei depressi si fanno largo.
Le mie paure vengono da lontano, da quando ero bambina e non sono mai svanite, anzi, a volte e a seconda delle occasioni si moltiplicano con le fantasie dell'ignoranza.
Non sapere è sempre una brutta cosa, ma a volte preferisco non sapere per non conoscere il peggio, per non rischiare ancora di più, per non espormi ancora di più.
Piccole e grandi cose che modificano la vita e che, pertanto, spesso tagliano fuori.
Adesso non voglio affrontare veramente il "problema" e cioè elencare o denunciare le mie paure, non avrebbe senso. Io le so, farle sapere ad un pubblico anonimo non mi cambierebbe lo stato patologico del mio psicodramma e quindi rimarranno nel forziere.
Ma l'argomento è indicativo per capire la mia personalità, per fifoneria che mi caratterizza. Sarei capace di non passare più da una strada se ci fosse una persona che vi abita e che mi da preoccupazione.
Poi ci sono anche altri problemi dai quali mi sento condizionata: mancanza di concentrazione, una qualche forma di dislessia che non aiuta. Così la macchina da cucire che avevo comprato in un'occasione favorevole ad agosto scorso, non è ancora pronta per l'uso perchè non ho cominciato neppure a leggere le istruzione per montare i pezzettini di corredo.
Lavorando ad uncinetto mi sto inventando delle scarpine da neonato perchè le istruzioni che trovo in giro mi confondono e quindi vado avanti come una cieca o come bendata... Spesso devo ricominciare il lavoro. Mi sento "scema" eppure fino a non molto tempo fa ero considerata una persona anche molto intelligente.
Il molto non è una autoelezione, era veramente un "complimento" che in genere mi veniva fatto. Un'amica che non vedo da molto tempo diceva di me ad altre persone, che io ero la "ragazza" più intelligente che lei conoscesse....
E' tutto dire adesso.

Evviva l'ignoranza e le mie paure!
Non so l'inglese e sono sempre stata negata per le lingue ed ogni volta che devo leggere istruzioni, quasi sempre in inglese, tendo a tradurre con le basi del mio inglese scolastico e con un pò di intuito nel contesto dove appare la frase. Oggi mi arriva una comunicazione in cui avevo necessità di capire il VERO esatto concetto e non un'approssimazione, pena eventuale errore marchiano. Allora ho cominciato a fremere perchè so che sul web è possibile tradurre ma io non l'ho mai fatto. E per me il "mai fatto" è come un tabù.
Fare una cosa che prima non ho affrontato mi crea molto imbarazzo.  All'inizio ho pensato di chiedere a Tizio o a Caio di dirmi dove devo guardare o cosa devo fare. Ci ho pensato un pò su perchè non mi piace dipendere dagli altri ma, nello stesso tempo, essere aiutata mi regala l'illusione che qualcuno si occupi di me, un piacere che non provo quasi mai.
Poi l'esigenza del sapere mi ha spinto ad osare e a cercare su Google. Voilà il gioco è fatto: troppo semplice rispetto al problema che mi ero posta. Il classico caso in cu ci si fascia la testa prima di rompersela.
Lo so ogni volta, o molto spesso, è così, ma le mie paure non cessano neppure con le piccole conquiste quotidiane.

lunedì 15 aprile 2013

Puntualmente.... di ritardo

Sono una persona precisa.... il che è tutto dire!
Sono perennemente contornata dal caos di carta, di fili, di immagini e gomitoli e chi più ne ha più ne può aggiungere che non basta mai. Sono sempre assorta e astratta nello stesso tempo, apparentemente svanita ma concentratissima che neppure ci si aspetta. Solo che le priorità per me sono diverse e spesso sono in contrasto con quelle che generalmente sono degli altri (credo), quelle di chi ha famiglia e che deve rispettare dei tempi e delle "forme". Io non ho quella realtà ma spesso devo rincorrere qualcosa che non è importante per me ma che ha una scadenza di cui devo tenere conto e, per forza, rispettarne i tempi.
Cose banali, ma non sempre. Due anni fa volevo iscrivermi all'albo per poter fare la scrutinatrice e mentalmente mi ero appuntata che fosse novembre il mese in cui dovevo andare a fare l'iscrizione. Vado di novembre e ovviamente ero in ritardo. Ciò doveva essere fatto entro il 31 ottobre, cioè entro novembre, ma novembre escluso!
Quest'anno, cioè alcuni mesi fa, come in un fotofinish, sono riuscita ad andarvi il 31 ottobre, ore 12! Ho fatto regolare richiesta che puntualmente non è stata accettata.
Che dire, sembre che io abbia proprio una specie di calamita alla rovescia per le cose istituzionali!
Altro esempio, sempre di natura poco importante. Entro il 20 di aprile posso fare richiesta di un regalo con i punti accumulati con la spesa fatta al supermercato. E' già un mese che lo so e per un motivo o per altro non ho ancora optato per ciò che mi ero prefissa.
Sabato scorso sono andata al supermercato con mio figlio e come mamma orgogliosa gli ho fatto vedere il regalo che volevo prendere e dare a lui.
A lui, ovviamente, frega un belnulla.
Io guardo il numero di codice del premio che devo dire alla cassiera al momento dell'acquisto, per prenotarlo. Quando arrivo alla cassa ... non mi ricordo più il numero...
????
Chiedo a mio figlio che mi guarda con sufficienza e mi dice: Che vuoi che ne sappia io!?L'hai guardato te!
Vado di corsa a RIleggere il catalogo mentre mio figlio continua a fare la fila e vedo il numero. Ah! 41. Glielo dico anche a lui, così nel caso in cui l'Alzheimer mi prende di contropiede se lo può ricordare lui.
Arriviamo alla cassa e mio figlio si va avanti come "attivista" della spesa e allora gli allungo la mia tesserina per accumulare i beneamati punti (e anche per usufruire gli sconti della fidelity card) perchè la mostri alla cassiera. Dopo mi disinteresso del tutto concentrata nella distribuzione dei pesi e dei volumi della merce acquistata.
Naturalmente non c'è bisogno di scrivere che mi sono dimenticata di ordinare il premio e che mio figlio non mi ha ricordato un bel niente.
Stamani rapida visita al supermercato, ma questa volta ricordo tutto!
Alla cassa chiedo alla signorina di prenotarmi il regalo. Lei mi guarda, sorride e dice che le devo dare un'altra tessera perchè quella che le sto porgendo è la fidelity card di un altro supermercato (concorrenza!!!!). Rapido flash... La mia tessera è rimasta a mio figlio che se l'è portata via e fino alla settimana prossima non rientra ... cioè dopo il 20 aprile, termine ultimo per la prenotazione.
Ma dico io, ma come riesco sempre a complicarmi la vita per non riuscire in tutto quello che vorrei fare?