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domenica 19 agosto 2012

Ancora un pò di me.... segue


le mie foto possono apparire un pò... strane nel senso che non sono consuete, ma avevo uno zio fotografo dilettante che si divertiva a riprendermi nei modi più assurdi ed io, ovviamente, mi prestavo!

Il mio nome: Daniela. Mi piace ma non so, non ci ho mai pensato veramente: l’ho sempre avuto e ci sono abituata! Ma ho anche due altri nomi, come pare andasse di moda per quel tempo, e cioè i nomi delle due nonne. Riccarda e Nella. Da piccola odiavo quei nomi perché li ritenevo da vecchia, poi forse per l’affetto che mi legava a nonna Riccarda, piano piano mi sono affezionata a quel nome, mentre per Nella non ci ho mai fatto l’abitudine e se posso evito di dirlo.
Quando sono nata abitavo assieme ai nonni materni e il fratello di mia madre, mentre mio padre era militare di leva nell’esercito. Io nel passeggino, ogni militare che vedevo li chiamavo Babbo e ogni marinaio (lo zio era in marina) lo chiamavo Zio. Mia madre per questo si vergognava.
Ho imparato a camminare molto presto a nove mesi con l’aiuto del cane che si chiamava Frullino. Io mi aggrappavo al cane e lui mi portava a spasso per la casa. Pare che non fossi di molto appetito ed evitavo sempre il pranzo e la cena, in compenso mangiavo dentro la ciotola di Frullino e al seno di mia madre fino a 28 mesi. 
 
Le mie gambe era stortissime!
Di me si diceva: “Però è simpatica!” Questo perché ovviamente non ero considerata bella, soprattutto a confronto di una cugina più grande, che aveva 2 anni e mezzo di più, mora, robusta e sicuramente con le gambe dritte, rosea e abbronzata. Lei era la bella ma non simpatica, io la simpatica.
Per parlare pare che sia stata più lenta ma quando ho cominciato non mi si fermava più ed ho cominciato a fare l’intervistatrice del condominio e andavo a trovare i vicini di casa e chiedevo di tutto.