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sabato 29 settembre 2012

Capita...

capita ai famosi, come ai meno famosi...
La depressione.
Periodicamente si legge di qualche personaggio* dello spettacolo che a dispetto della sua apparente vitalità e successo gli/le capita di cadere nella depressione.
I motivi scatenanti possono essere i più vari ma non se ne viene fuori mai da soli...
Psicofarmaci, amici, medici e consapevolezza...
E c'è gente che ancora ti giudica come se ciò che ti è capitato sia una forma di indolenza personale, sprecisione, disaffezione caratteriale.... A tutti coloro che giudicano.... boccaccia mia statte zitta!

Chi ricorda Raffaele Pisu e Provolino?..... Io ero una ragazzina, ma che anno era?




* Il personaggio di oggi è: http://it.tv.yahoo.com/blog/tv-star/giuliana-sio-sto-combattendo-la-depressione-anche-grazie-112959947.html

sabato 22 settembre 2012

Sto meglio...

Mi sono presa cura di me in questi giorni.
Tante sono le cose mi hanno aiutato e cheo ho scoperto, fra l'altro, che  mi si aprono nella mente (ebbene sì, le scoperte si fanno anche alla mia età), che oltre alle varie ed opzionali cause dei miei malesseri c'è la cattiva alimentazione.
C'era da imaginarselo, ovviamente.
Ultimamente quasi non mangiavo e neppure bevevo granchè. Infatti la mia pelle lo certifica, parlo quella delle braccia, delle gambe e non le rughe del viso che noi donne stiamo sempre a spiare.
Ho sempre avuto un'apparenza giovanile aiutata da un fisico relativamente minuto e da tratti somatici regolari, ma evidentemente non basta.... anche le "donnine" (qui a Livorno si direbbe le galline mugginesi, riferendosi alle galline mugellesi che sono piccoline) perdono il loro aspetto conservativo....!
Comunque oltre a cercare di nutrirmi con più cura, e devo dire che è cosa difficilissima, visto che non ho voglia di cucinare, di fare spesa, di pensare a tutto ciò, sono anche uscita un pò di più.
Ma soprattutto, ho fatto dei progetti immediati.
Immediati nel senso che non sono utopici, ma che domani o dopodomani faccio o compro o vedo quello o quell'altro che ho messo in programma, veramente.
Due, tre giorni e le mie gambe si muovono nuovamnete senza troppa fatica, le mie braccia non si sentono pesanti, e soprattutto il mio corpo non si sente malato.



Forza Me! datti una mossa che ce la fai!

PROVERBIO: La gallina mugellese “che ha cent’anni e mostra un mese”


giovedì 20 settembre 2012

Non lo so a che punto sono....!

In questi giorni sto cercando di prendermi cura di me stessa, ma i risultati sono poco interessanti: mi sento come prima o forse anche peggio. Intendo fisicamente.
Non so cosa mi sia accaduto ma ho zero energie. Avete provato a svegliarvi da un'anestesia? Alzarsi e muoversi, avere la forza, la capacità, ma non l'energia? Ecco più o meno è così. Se si tratta di camminare, fare cose non mi manca la capacità, solo è come se mi fosse stato messo al posto dei muscoli qualche sostanza porosa, una spunga, del feltro, della lana? Sono un pupazzo? 
Stai vedere che a lavorare la lana mi sono impu(pazza)ta? :-|

martedì 18 settembre 2012

Un pò di silenzio....

Un pò di silenzio non fa poi troppo male.
Non sono in forma. Non c'è niente di speciale...
Però ho affrontato degli stress che fisicamente reggo malissimo: stanchezza, bisogno d riposo e di "evasione", intendendo per ciò solo il non approfondimento, un lasciarsi andare e cercare di sopravvivere allo sforzo.
Una parte dei problemi del passato recente, in qualche modo, sono risolti, e va bene così, adesso ce ne sono degli altri da risolvere ma ci vuole altro tempo. Prima del tempo per questi però devo recuperare me stessa.
La mia giornata tipo è quella di alzarmi, fare colazione ( io e il gatto), poi uscire, se proprio devo, per comprare le solite cose indispensabili per il frigo e poco altro..., poi il pranzo, un riposino (sono stremata), poi mi alzo e in un battibaleno è sera..... così la giornata finisce. Questo si moltiplica per i giorni e per le settimane ma l'energia ancora non viene. Devo fare un piano strategico, cibo con cura da infermiera (brodino di pollo? verdura, frutta?) e riposo e camminate nel sole e riposo e cibo e camminate e riposo e cibo e.....
Tranquilli non do i numeri, ma dovrei. Sono ancora stanca, ma intanto sapete che ancora ci sono!

A presto!

sabato 8 settembre 2012

di me.... appetito.


Di me bambina mi hanno detto che fossi pestifera, chiacchierona e che ne combinavo una dietro l’altra. Io non lo ricordo.
Ricordo tanti momenti di solitudine e di “pensieroni”. Credo ( e sicuramente lo sono diventata) che fossi riflessiva. Non avevo molte occasioni per stare con altri bambini e mia madre era abbastanza impegnata nelle sue attività, magliaia prima e nel negozio di merceria poi. Però mi districavo  sempre  fra i grandi.
Non sono mai stata di grande appetito e le storie erano soprattutto a tavola quando dovevo mangiare la carne e masticarla. Masticavo masticavo e poi dal mio seggiolone la sputavo sotto il tavolo. A fine pranzo la nonna che spazzava il pavimento mi sgridava e mi rinfacciava di non aver mangiato. Io mi difendevo dicendo che non ero stata io….
!
Sempre a tavola, quando io avevo finito la mia pappa, scendevo dal mio scanno e andavo a piazzarmi sulla pancia della nonna e lei si lamentava che le bloccavo la digestione.
Una volta che non avevo mangiato la minestra di brodo di pesce di cui avevo disgusto anche solo al sentirne l’odore, sono riuscita ad immergervi la testa. Cioè, qualcuno mi aveva tolto la scodella davanti e l’aveva appoggiata dietro di me su una cassapanca, poi io mi sono messa a dondolarmi sulla sedia e… voilà mi ci sono tuffata dentro! Mi fecero subito un bello shampoo per evitare che puzzassi come la minestra.

giovedì 6 settembre 2012

Il solco ormai c'è...

Fra me e gli altri.
Adesso è facile vederlo, ma mentre si scavava, questo solco, non si vedeva, un pò come quando con un piede sulla sabbia si cerca di creare una riga ma subito questa sembra che si ricopra con l'altra sabbia che rotola giù.... sembra che la riga non ci sia, ma se ti allontani la vedi. E così a distanza di anni, ormai, il solco è visibile e netto e non è ricopribile, incolmabile, irrecuperabile.
Non è che io sia irrecuperabile come individuo, ma so che non devo più contare su nessuna sorte, su nessun caso.
A vent'anni si spera di trovare un lavoro eccezionale che ci faccia perseguire uno scopo, una missione. Si pensa di incontrare l'uomo giusto, di fare i figli migliori, più belli e più sani e intelligenti del mondo, di essere sulla strada per rendere al meglio tutto quello che è possibile. Poi accade. Accade di tutto. Si vive, a volte, ma non sempre, e poi ci si può anche ritrovare qui.... con il solco fra te e gli altri. E non ci sarà carriera, e non ci sarà l'uomo giusto.
Per fortuna c'è un figlio sano, intelligente, vigile e protagonista per se stesso, ma la vita è la sua e non te ne puoi appropriare per migliorare la tua. Lui deve vivere la propria.

A volte mi sorprendo a sognare (purtroppo è un vizio, il mio, che avvio spesso per default!) e immagino che possa arrivare una situazione in cui qualcuno mi può incoraggiare, che mi può dare la forza. Basta una persona qualsiasi (di rispetto, che stimo) per un pò di umore giusto, per una pacca sulla spalla.


Ma non funziona così la realtà.
Sembra che siano esauriti anche i tempi delle pacche sulle spalle....

martedì 4 settembre 2012

Nella mia testa ci deve essere qualcosa che non va. A volte, abbastanza spesso, le cose semplici mi risultano difficili, più difficili anche dlele cose "etichettate" difficili.
Un esempio. Forse l'ho già scritto ma eventualmente mi ripeto, a me piaccione la parole crociate precisamente quelle della Domenica Quiz, e i vari giochi sono definiti per grado di difficoltà, cioè i più difficili hanno 5, a volte 6, raramente 7 punti, quelli da 4 dovrebbero essere più risolvibili e sotto i 3 saremmo alle elementari. Bè io i 4 e i 5 li faccio, se non con disinvoltura, abbastanza tranquillamente, mentre ce ne sono un paio da 3 punti che a volte mi fanno "incartare".
Una specie di senso di disorientamento, come quando si percorre un tragitto con la mappa in mano e si sbaglia sempre disorientati.
Lo stesso mi capita con il lavoro ad uncinetto o con Farmville, insomma con cose relativamente semplici... e quando decido di mettere a punto qualcosa è come se cominciassi a guardare le cose alla rovescia, come se la sinistra fosse destra e viceversa.
Forse ho qualche sinapsi ingarbugliata?


Come mai?
Ma succede solo a me?

lunedì 3 settembre 2012

..... me, ancora bimba



...
Nella notte della fine dell’anno era usanza buttare le cose vecchie dalla finestra  e a me questo piaceva un sacco.
Nella strada quando io ero bambina non c’erano auto e data la consuetudine, le poche che circolavano stavano ben lontane dalle zone popolari con i palazzoni di molti piani come il mio. Io mi affacciavo e guardavo infrangersi sul selciato vetri e bicchieri scompagnati, ceramiche e piatti sbertucciati con una gioia unica. La mattina presto gli spazzini passavano a pulire e raccogliere tutto quanto. Era normale per quel tempo.
Sempre a proposito di spazzatura, ricordo che passavano i camion della nettezza urbana e la gente scendeva e porgeva il secchio perché fosse svuotato. Forse stiamo ritornando a quelle abitudini con la raccolta porta a porta?