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sabato 8 settembre 2012

di me.... appetito.


Di me bambina mi hanno detto che fossi pestifera, chiacchierona e che ne combinavo una dietro l’altra. Io non lo ricordo.
Ricordo tanti momenti di solitudine e di “pensieroni”. Credo ( e sicuramente lo sono diventata) che fossi riflessiva. Non avevo molte occasioni per stare con altri bambini e mia madre era abbastanza impegnata nelle sue attività, magliaia prima e nel negozio di merceria poi. Però mi districavo  sempre  fra i grandi.
Non sono mai stata di grande appetito e le storie erano soprattutto a tavola quando dovevo mangiare la carne e masticarla. Masticavo masticavo e poi dal mio seggiolone la sputavo sotto il tavolo. A fine pranzo la nonna che spazzava il pavimento mi sgridava e mi rinfacciava di non aver mangiato. Io mi difendevo dicendo che non ero stata io….
!
Sempre a tavola, quando io avevo finito la mia pappa, scendevo dal mio scanno e andavo a piazzarmi sulla pancia della nonna e lei si lamentava che le bloccavo la digestione.
Una volta che non avevo mangiato la minestra di brodo di pesce di cui avevo disgusto anche solo al sentirne l’odore, sono riuscita ad immergervi la testa. Cioè, qualcuno mi aveva tolto la scodella davanti e l’aveva appoggiata dietro di me su una cassapanca, poi io mi sono messa a dondolarmi sulla sedia e… voilà mi ci sono tuffata dentro! Mi fecero subito un bello shampoo per evitare che puzzassi come la minestra.