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martedì 16 aprile 2013

Paure


Le mie paure sono molteplici.
In realtà non sono una vera paurosa, nel senso che non sono una che si spaventa per avvenimenti particolari e se c'è necessità di intervenire sono la prima a reagire, ma ci sono paure più sottili quelle che proprio nel mondo dei depressi si fanno largo.
Le mie paure vengono da lontano, da quando ero bambina e non sono mai svanite, anzi, a volte e a seconda delle occasioni si moltiplicano con le fantasie dell'ignoranza.
Non sapere è sempre una brutta cosa, ma a volte preferisco non sapere per non conoscere il peggio, per non rischiare ancora di più, per non espormi ancora di più.
Piccole e grandi cose che modificano la vita e che, pertanto, spesso tagliano fuori.
Adesso non voglio affrontare veramente il "problema" e cioè elencare o denunciare le mie paure, non avrebbe senso. Io le so, farle sapere ad un pubblico anonimo non mi cambierebbe lo stato patologico del mio psicodramma e quindi rimarranno nel forziere.
Ma l'argomento è indicativo per capire la mia personalità, per fifoneria che mi caratterizza. Sarei capace di non passare più da una strada se ci fosse una persona che vi abita e che mi da preoccupazione.
Poi ci sono anche altri problemi dai quali mi sento condizionata: mancanza di concentrazione, una qualche forma di dislessia che non aiuta. Così la macchina da cucire che avevo comprato in un'occasione favorevole ad agosto scorso, non è ancora pronta per l'uso perchè non ho cominciato neppure a leggere le istruzione per montare i pezzettini di corredo.
Lavorando ad uncinetto mi sto inventando delle scarpine da neonato perchè le istruzioni che trovo in giro mi confondono e quindi vado avanti come una cieca o come bendata... Spesso devo ricominciare il lavoro. Mi sento "scema" eppure fino a non molto tempo fa ero considerata una persona anche molto intelligente.
Il molto non è una autoelezione, era veramente un "complimento" che in genere mi veniva fatto. Un'amica che non vedo da molto tempo diceva di me ad altre persone, che io ero la "ragazza" più intelligente che lei conoscesse....
E' tutto dire adesso.

Evviva l'ignoranza e le mie paure!
Non so l'inglese e sono sempre stata negata per le lingue ed ogni volta che devo leggere istruzioni, quasi sempre in inglese, tendo a tradurre con le basi del mio inglese scolastico e con un pò di intuito nel contesto dove appare la frase. Oggi mi arriva una comunicazione in cui avevo necessità di capire il VERO esatto concetto e non un'approssimazione, pena eventuale errore marchiano. Allora ho cominciato a fremere perchè so che sul web è possibile tradurre ma io non l'ho mai fatto. E per me il "mai fatto" è come un tabù.
Fare una cosa che prima non ho affrontato mi crea molto imbarazzo.  All'inizio ho pensato di chiedere a Tizio o a Caio di dirmi dove devo guardare o cosa devo fare. Ci ho pensato un pò su perchè non mi piace dipendere dagli altri ma, nello stesso tempo, essere aiutata mi regala l'illusione che qualcuno si occupi di me, un piacere che non provo quasi mai.
Poi l'esigenza del sapere mi ha spinto ad osare e a cercare su Google. Voilà il gioco è fatto: troppo semplice rispetto al problema che mi ero posta. Il classico caso in cu ci si fascia la testa prima di rompersela.
Lo so ogni volta, o molto spesso, è così, ma le mie paure non cessano neppure con le piccole conquiste quotidiane.